PESCI
DI ACQUA DOLCE TROPICALE







Nomenclatura binomiale
Cyprinus carpio
Nome comune
Carpa koi, carpa giapponese
Nishikigoi, koi carp
Dimensione
Massima in natura 90 cm
In acquario 10 / 15 cm
Valori dell'acqua
Temperatura: 15° / 35° C
Durezza: 5° / 35° dGh
PH: 6 / 8
Allevamento e compatibilità in acquario
Varietà ornamentale di allevamento della carpa comune, ciprinide della famiglia dei Cyprinidae; la varietà originaria proviene probabilmente dal continente asiatico, principalmente dalla regione compresa tra il Mar Nero, il Mar Caspio ed il Turkmenistan, ma da secoli è allevata in tutto il mondo; la varietà selvatica è stata introdotta in Giappone nel XV secolo e d'allora iniziò anche l'allevamento di questa varietà nana e con colorazioni molto appariscenti; nel 1914 si tenne a Tokio la prima esposizione di tutte le varie colorazioni ottenute dai pazienti incroci.
Inizialmente venivano allevate nei laghetti, in vasi di ceramica o in mastelli di legno; per questo motivo l'allevamento è stato indirizzato a selezionare forme e colorazioni interessanti se viste dall'alto.
Presenta un corpo fusiforme, allungato, a sezione ovale nella parte centrale e compresso lateralmente nella parte posteriore; il dorso è leggermente arquato mentre il ventre è quasi piatto; la testa è ogivale, leggermente schiacciata in senso verticale; gli occhi, piccoli e poco sporgenti, sono posti molto in avanti e possono vedere anche fuori dall'acqua; davanti agli occhi vi sono 4 narici, riunite a coppie ed ogni narice della coppia, quella anteriore destinata all'entrata dell'acqua e quella posteriore all'uscita, è separata dall'adiacente da un lembo carnoso; la bocca, larga e protrattile, è posta in posizione sub-terminale, ha le labbra carnose ed è circondata da 2 coppie di bargigli carnosi molto sensibili; la bocca è priva di denti ma all'interno della cavità orale vi sono due ossa falciformi, dette denti faringei, dotate di protuberanze ossee, adattate alla triturazione; l'attività combinata della vescica natatoria e dell'organo di Weber, una catena di ossicini posti tra la vescica natatoria e l'orecchio interno, permette una capacità uditiva simile a quella di un essere umano; le squame, se presenti, sono grandi e molto spesse; la linea laterale è completa; il peduncolo caudale è ben distinto.
La pinna dorsale, trapezoidale e sostenuta da 3 o 4 spine rigide e da 17 / 23 raggi molli, si estende da metà del dorso sino al peduncolo caudale; le spine non sono completamente ricoperte dalla membrana interradiale e danno alla pinna un aspetto seghettato; la pinna anale, trapezoidale e sostenuta a sua volta da 2 o 3 spine rigide e da 5 o 6 raggi molli, è posta in corrispondenza della fine della pinna dorsale; la pinna caudale, dalla forma a delta, è incisa e divisa in due lobi simmetrici dagli apici appuntiti; le pinne ventrali, di forma triangolare e molto larghe, sono poste in corrispondenza dell'inizio della pinna dorsale; le pinne pettorali, trapezoidali ed anch'esse molto larghe, sono poste in posizione giugulare, appena dopo il margine inferiore dell'opercolo branchiale.
Non vi sono particolari differenze tra gli esemplari di sesso femminile e quelli di sesso maschile; questi ultimi sono solo leggermente più snelli e presentano delle piccole protuberanze sulla testa, dette tubercoli nunziali.
La livrea è molto colorata e variabile, generalmente il colore di fondo è un giallo dorato o un bianco latte, marezzato irregolarmente di rosso, nero, azzurro, giallo.
Finora sono state definite ben 22 varietà specifiche per forma, disposizione delle squame e colorazione; le più conosciute sono:
- Kohaku, dalla pelle bianca, con grandi macchie rosse sul dorso;
- Narumi Asagi, dalla pelle bianca, con grandi macchie rosse sul fianco ed una fascia azzurra sul dorso;
- Showa Sanshouku, dalla pelle bianca, con grandi macchie irregolari rosse e nere;
- Kigoi, dalle pelle di color giallo limone, senza macchie;
- Aigoromo, dalla pelle bianca, con macchie irregolari marroni su cui il bordo delle squame, più scuro, forma un reticolo;
- Goshiki, dalla pelle solitamente azzurra, con macchie rosse sul dorso;
- Ogon, dalla pelle di color oro, platino o arancio, con effetto metallizzato.
Pesce estremamente pacifico, robusto, rustico, è assai facile da allevare in un acquario di comunità e convive anche con pesci più piccoli di lui; non richiede particolari valori dell'acqua e l'unica precauzione consiste nel fornirgli molto spazio per nuotare; per arredamento qualche pianta robusta, rocce e legni di torbiera vanno benissimo.
Il Cyprinus carpio, varietà Koi, è adatto a vivere anche in vasche e fontane all'aperto, in compagnia delle varietà di Carassius auratus, sia di estate che di inverno, purchè ci sia un minimo di ossigenazione e di ricambio dell'acqua; nelle vasche all'aperto deve essere nutrito con molta parsimonia in quanto si riesce a cibare con tutto cio che cade o nasce nella vasca: alghe, piante ed insetti, mantenendola così pulita; molto spesso viene utilizzato come trappola per le zanzare, le quali, attratte dall'acqua, si avvicinano per deporre le uova e vengono così divorate.
In natura è onnivoro, si nutre di tutto quello che può trovare in acqua, sul fondo o sulla superficie della stessa, insetti, larve, vermi, piccoli crostacei e gasteropodi; è goloso di frutta e di insalata; spesso viene a galla per mangiare gli insetti che volano vicino alla superficie oppure rovista sul fondo per raccogliere le minute particelle alimentari che vi si trovano; in acquario accetta qualsiasi tipo di mangime: surgelato, preferibilmente chironomus, liofilizzato o mangime secco in scaglie o in granuli; gradisce anche mangime fresco di origine vegetale, lattuga, rotelle di zucchina o di banana, piselli; il mangime deve essere somministrato con molta parsimonia e più volte al giorno.
La riproduzione, stimolata da un innalzamento della temperatura, in un acquario casalingo è resa difficile dalle dimensioni degli individui maturi mentre riesce facilmente nelle vasche all'aperto; la femmina dopo un intenso corteggiamento da parte del maschio, che può durare anche giorni, espelle le uova che vengono immediatamente fecondate dal maschio; per evitare che gli stessi riproduttori se ne nutrano, conviene far avvenire la deposizione in una vasca apposita, dotata di una griglia a maglie larghe ad un paio di centimetri dal fondo e qualche filo di Ceratophyllum demersum come arredamento; per facilitare la deposizione in una vasca all'aperto conviene sistemare una zona con un fondo composto da grossi sassi rotondi, qualche pianta robusta, e con un livello dell'acqua non superiore a 20 / 30 centimetri.
In una vasca domestica, una volta terminata la deposizione, conviene togliere i riproduttori e cambiare una parte dell'acqua; dopo 5 / 7 giorni avviene la schiusa ed i piccoli avannotti, in una decina di giorni, dovranno riassorbire il sacco vitellino; solo ora potranno essere alimentati con naupli di artemia salina, tuorlo d'uovo essiccato o altri appositi mangimi per avannotti.
Se invece si è tentato la riproduzione in una vasca all'aperto, dopo la deposizione conviene recintare la zona con una rete a maglie sottili in maniera che gli altri pesci non possano accedervi; gli avannotti rimarranno da soli in questa zona protetta, dove potranno essere nutriti, con abbondanza, senza soffrire della concorrenza degli adulti.

Carassius Auratus

Carassius Auratus
Varietà Cometa

Carassius Auratus
Varietà Shubunkin

Carassius Auratus
Varietà Oranda Rosso

Carassius Auratus
Varietà Oranda Black Moor

Carassius Auratus
Varietà Ryukin Calico
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