OPINIONE

L'autogol dei Cinque Stelle: ecco i finti lavori dichiarati dai deputati grillini!

I grillini infilano un autogol da record. Nel campo da gioco della propaganda elettorale il Movimento 5 Stelle scivola su una lunga lettera a Silvio Berlusconi, con tanto di consegna a mano a Palazzo Grazioli ripresa in video e postata sul Blog delle Stelle.

di Claudio Dionisi

Altro che Communardo Niccolai!

I grillini infilano un autogol da record. Nel campo da gioco della propaganda elettorale il Movimento 5 Stelle scivola su una lunga missiva a Silvio Berlusconi, con tanto di consegna a mano, a Palazzo Grazioli, ripresa in video e postata sul Blog delle Stelle.

Il messaggio dovrebbe essere un'articolata risposta all'affondo, lanciato dal Cavaliere nell'intervista rilasciata lo scorso 26 novembre al direttore del Giornale Alessandro Sallusti, nel quale il Presidente di Forza Italia affermava che:

"I grillini non hanno né arte né parte. L'87% di loro non ha mai fatto una dichiarazione dei redditi quindi non ha mai lavorato. Vivono di politica e fuori dal Parlamento non sanno come campare".

I pentastellati si prendono un po' di tempo per pensarci su e poi rispondono con la lettera nella quale si elencano dettagliatamente impieghi e professioni dei propri parlamentari, sostenendo che i disoccupati grillini sarebbero solo sei su 123 eletti, pari al 4,8 per cento.

Non paghi di dare i numeri al lotto, i grillini forniscono anche un elenco dei nomi con le relative professioni che, già a prima vista, risultano un po' "arrotondate".

A partire dallo stesso Luigi Di Maio, candidato Premier per il Movimento 5 Stelle, indicato nel documento come studente.

Tralasciando il fatto che essersi iscrito e non aver mai completato il corso di Laurea nella facoltà di Giurisprudenza non significa essere qualificabili come studenti per il resto della vita, è evidente che mettere nel mazzo di mestieri e professioni una serie di pantere grige ultratrentenni che hanno avuto nel corso della vita un qualche rapporto con i libri, è un trucchetto disdicevole, a meno di non voler sostenere che fare lo studente è una professione.

Inoltre gli studenti indicati nella lista fornita dall'M5S sono ben undici incluso, ad esempio, il complottista Paolo Bernini, altro deputato trentenne, che nel 2009 si candida a Sindaco del suo paese, Cento, con la "Lista Civica Beppegrillo.it" prendendo il 4,6% dei voti, e che alle parlamentarie del Movimento 5 stelle del dicembre 2012, si candida proponendosi come ambientalista, animalista, vegano e sbattezzato, ma famoso soprattutto perché sostiene che siamo tutti controllati da microchip inseriti sottopelle, non si sa bene da chi e perchè.

Nell'elenco non compaiono, ovviamente, i matematici.

E si capisce bene il perchè: nella lettera infatti non è preciso nemmeno il numero di coloro che sono dichiaratamente "non occupati".

A essere pignoli sono sette, non sei. E passi per la casalinga Tatiana Basilio, che diviene nota ai più, nel novembre del 2013, per l'aver pubblicamente affermato di credere all'esistenza delle sirene.

Ma il vero problema è che a guardare appena sotto la superficie delle professioni dichiarate, si scopre che il Movimento 5 Stelle ha barato di brutto.

Anche su Alessandro Di Battista: nell'elenco è qualificato come "giornalista", anche se il suo nome non compare negli albi professionali, né come professionista né come pubblicista.

Il suo curriculum chiarisce: "Dal 2011 collaboro come giornalista con il blog di Beppe Grillo, pubblicando reportage sulle azioni dell'Enel in Guatemala".

Ah, ecco; mia madre diceva: "Se la canta e se la suona!".

Del resto anche con Salvatore Micillo ci si allarga un tantino: infatti, dopo aver annullato tutte le caselle presenti nella "Dichiarazione delle cariche ricoperte e delle funzioni svolte" prevista nel Codice di condotta dei Deputati viene miracolosamente presentato come "Libero professionista nella gestione dei rifiuti"; in realtà in un suo curriculum vanta solo un attestato della Regione Campania, corredato da stage.

Così si mistifica il possesso di un titolo con quello di un lavoro.

Non chiarissima anche la posizione lavorativa del deputato Sergio Battelli, qualificato nella missiva al Cavaliere come "commerciante": nella sua pagina sul sito della Camera dei deputati si dichiara in realtà "dipendente di un negozio di animali per circa 10 anni" e nel curriculum per le Parlamentarie diventa "dipendente pubblico".

Si può andare avanti spulciando e scoprire che Silvio Berlusconi non aveva esagerato poi tanto nelle sue affermazioni, ma la lettera grillina è interessante soprattutto per i riflessi sulla natura stessa del Movimento: molti dei suoi eletti e attivisti della prima ora hanno davvero un curriculum evanescente.

Ed è la loro forza: si presentano come "non professionisti della politica" per rappresentare una fetta del Paese che fatica a trovare la propria strada. Solo che invece di rivendicarlo come nella prima ora, adesso cercano di nasconderlo per apparire "affidabili e preparati".

Eppure si sa che spesso in politica emerge chi ha tanto tempo libero per fare attivismo. Non sarebbe più onesto ammettere che la professione della politica li ha riscattati da una vita avara di successi e di realizzazioni professionali?



Pagina aggiornata il: 23 gennaio 2018