L'OPINIONE

 

 
I democratici si perdono in un dibattito dal sapore un po' massonico!
 
Pd, una resa dei conti sotto l'ombra del compasso?

 
di Federico Brusadelli
 
E adesso, tutti pendono dalle labbra del Segretario. La decisione di Bersani, netta e inequivocabile, è attesa per lunedì. Ma intanto, da giorni, il partito ribolle, gli animi si scaldano, le dichiarazioni e i lanci di agenzia si susseguono. L’opposizione è in fermento, in attesa di una linea. Crisi economica? Sviluppo del paese? Disoccupazione? Diritti civili? Ambiente? No. Niente di tutto questo. Ad attanagliare i democratici è, addirittura, lo spettro della massoneria. Con la testa un po’ negli anni Settanta – come ha notato, divertito, il direttore del Tempo Mario Sechi – e i piedi nell’Ottocento – è l’ammissione del democrat Gozi – il partito si è arenato in una discussione (anticipata già da Claudio Cerasa sul Foglio) davvero d’altri tempi.
 
Si può essere democratici e massoni? Il Codice etico non è chiaro (si parla di "associazioni segrete" senza entrare nel merito), e allora urge un’interpretazione dall’alto. Ma si tratta, secondo molti, di un "pretesto" per riaprire i giochi interni, per riequilibrare l’asse del partito, per mettere un po’ di castagne sul fuoco al povero Bersani. E non è un caso che il polverone sia stato sollevato da ex-popolari (capitanati dall'ex ministro dell'Istruzione Beppe Fioroni) e cattolici. Lo spunto, l’ha fornito un piccolo episodio di cronaca locale: a Scarlino, comune della Maremma grossetana, si scopre che un assessore è massone, e il sindaco lo costringe a lasciare la loggia, pena le dimissioni. Una storia che ricorda quella, più "celebre" e meno recente, dell’assessore anconetano Ezio Gabrielli, uscito dalla giunta dopo aver ammesso, orgogliosamente, di far parte della Loggia "Guido Monina".
 
Così, con uno script degno del miglior Dan Brown, si parte: c’è chi rispolvera la P2 e rievoca Licio Gelli, e chi risponde tirando in ballo massoni illustri o presunti, da George Washington a Salvador Allende passando per Zanardelli e Mitterrand (pure Walt Disney, perché no?); c’è chi invoca l’ultimatum ("o il grembiule o il partito!") e chi  replica  ricordando la "riservatezza" e lo "spirito di gruppo" che caratterizzano anche tante altre associazioni: l’Opus Dei, tanto per dirne una, ma anche l’Azione cattolica (lo ha sostenuto il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Gustavo Raffi in un'intervista, con susseguente reazione di sconcerto da parte dell'ex ministro dell'Istruzione Beppe Fioroni) e magari (suggerimento, questo, di Sechi) alcuni prestigiosi circoli sportivi capitolini; c’è chi riflette sulla "incompatibilità" fra democrazia e massoneria e chi teme di ritrovarsi, magari in Umbria o in Toscana, con mezzo partito defenestrato dalla sera alla mattina. C’è, poi, chi propone vie di uscita assolutamente ragionevoli, alla luce di una Costituzione, quella italiana, che risolve già meglio di qualunque statuto o codice etico il problema della libertà di associazione, dei suoi limiti e delle sue garanzie. E c’è chi ne approfitta per gettare un po' di benzina sul fuoco della politica locale, additando sospetti "compagni massoni" che rispondono a suon di querele.
 
In un momento delicato come questo, tra crisi economica e riforme troppo a lungo rimandate, il Pd mette in scena, insomma, uno spettacolo lunare. Fornendo oltretutto una nuova dimostrazione di come il maggior partito di opposizione sia ancora un amalgama abbastanza mal riuscito. Certo, anche dalle parti del Popolo della libertà ci si confronta e lo si fa a volte aspramente. Ma almeno si scende in campo su temi oggettivamente rilevanti, che siano le norme sulle intercettazioni o le regole di democrazia interna del partito. Ci si confronta, insomma, senza disperdere energie (e credibilità) in fumosi dibattiti autoreferenziali e pretestuosi, in cui si parla di qualcosa per parlar d’altro. Ecco, questo "parlare d'altro" configura un dibattito "simbolico", in un certo senso. Che dice e non dice, suggerisce e lascia intendere.
 
Un dibattito che quasi quasi, con buona pace di Fioroni, si potrebbe davvero definire un po' massonico...
 
Per gentile concessione e Copyright:

 

 
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