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![]() Io non mafio! E con il sostegno della Chiesa il Sud è più forte contro la piovra! di Giovanni Marinetti Ci piace riaffermare, con Giovanni Paolo II, che spetta "alle genti del Sud essere le protagoniste del proprio riscatto, ma questo non dispensa dal dovere della solidarietà l'intera nazione". La Chiesa non si tira indietro di fronte a tale compito, perché nessuno, proprio nessuno, nel Sud deve vivere senza speranza. Tratto da: Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno. Documento della Conferenza Episcopale ItalianaIl titolo del paragrafo è semplice: Una piaga profonda: la criminalità organizzata. È contenuto nel documento della Cei, la Conferenza episcopale italiana, Per un paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno. Un testo coraggioso, si legge nel documento con una forte autocritica: "Si deve riconoscere che le Chiese debbono ancora recepire sino in fondo la lezione profetica di Giovanni Paolo II e l'esempio dei testimoni morti per la giustizia. Tanti sembrano cedere alla tentazione di non parlare più del problema o di limitarsi a parlarne come di un male antico e invincibile. La testimonianza di quanti hanno sacrificato la vita nella lotta o nella resistenza alla malavita organizzata rischia così di rimanere un esempio isolato". E non a caso don Pino Puglisi e don Giuseppe Diana sono citati quali esempio di «lotta vissuta in termini specificamente cristiani». In un altro passaggio del documento si parla addirittura di ecomafie. E le parole di monsignor Morosini, vescovo di Locri, in Calabria, a Famiglia Cristiana sono nette, importanti: "Non tutti siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Non abbiamo sempre avuto il coraggio di dirci la verità per intero, siamo noi i primi a non essere stati nemici della corruzione e del privilegio. Non va moralizzata solo la vita pubblica, ma anche quella delle nostre chiese. E la parola terribile collusione deve far riflettere anche nelle nostre comunità". Monsignor Antonio Riboldi, memoria storica della lotta della Chiesa per la legalità, vescovo emerito di Acerra, nel napoletano, invita i cristiani del Sud a uno sciopero elettorale per far "svegliare" una classe politica inadeguata. Ma le sorprese, positive, non finiscono qui. Don Rocco D'Ambrosio, pugliese, insegnante di Filosofia politica, lancia la più forte delle accuse: "Si è abbassata da una decina di anni l'attenzione a questi fenomeni, forme scandalose di feste patronali gestite da settori della criminalità organizzata. Si è troppo accondiscendenti, si è pensato che la devozione popolare faccia numero e denaro e risolva il problema dei fedeli e dei relativi contributi economici, direi che è opportunismo a scapito della fede". Interrompere i canali di comunicazione della mafia con una religiosità distorta che li legittima in fasce della popolazione; interrompere una accondiscendenza che è colpevole perché rinnega Dio. Urge interrompere tali distorsioni. Leggere le parole di monsignor Riboldi e Morosini, di don D'Ambrosio, trovare un'autocritica di questa risolutezza nel documento della Cei sulla lotta alla mafia fa bene sperare. Perché il Sud ha bisogno pure della Chiesa, del messaggio di speranza di Cristo. Per avere altra forza per combattere. In passato abbiamo chiesto una scomunica pubblica del boss dei boss Provenzano da parte di Benedetto XVI, un gesto che avrebbe segnato un passaggio epocale nella lotta alla mafia: un No alla mafia e ai mafiosi inequivocabile. Ora aspettiamo un nuovo esercito di uomini di fede che, con l'amore e il coraggio di Cristo, si metta alla testa di un movimento di credenti che dico no alle mafia. Perché al Sud serve una politica nuova, una società civile più presente e agguerrita e una Chiesa più risoluta e coraggiosa, che non lascia soli i tanti preti antimafia che già operano dalla Sicilia alla Campania, è un alleato importante che può solo rendere più efficace la lotta alle mafie. Nell'esempio di don Puglisi, che speriamo tutti di vedere presto Santo. Un Santo che sicuramente non piacerebbe ai mafiosi, che della parola di Dio non saranno mai portatori. Perché amare il prossimo non è Cosa loro. Per gentile concessione e Copyright: ![]() Condividi questo articolo sù: Facebook Articoli precedenti:
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