ATTUALITA'

Lancio di bombole contro la Polizia!

Agenti aggrediti a Roma durante sgombero; il Coisp: “Stop a polemiche strumentali e inaccettabili. Gli immigrati hanno organizzato una guerriglia e attentato alla vita degli agenti. Dovrebbero essere arrestati”!

di Ufficio Stampa Co.I.S.P. Nazionale - Responsabile: Olga Iembo

"E’ inaccettabile e fuorviante la polemica che alcuni stanno alimentando su una frase attribuita ad un poliziotto impiegato nei servizi connessi allo sgombero di piazza Indipendenza, a Roma. Troviamo anzi ridicolo che qualcuno tenti di far dimenticare la guerriglia organizzata dagli immigrati che abusivamente occupavano un intero stabile, affittando illecitamente ad altri disperati, abbandonati dalla politica e dai servizi assistenziali.

Bisognerebbe capire come mai sono repentinamente spariti i filmati di ore di aggressioni indiscriminate e violentissime ai danni dei poliziotti, con evidenti tentativi di ucciderli, facendo persino esplodere delle bombole di gas che solo grazie alla buona sorte oltre che alla competenza e professionalità dei colleghi non hanno causato una strage fra gli appartenenti alle forze dell’ordine.

Come mai su questi filmati scomparsi nessun commento, nessuna polemica, nemmeno un timido atteggiamento di blanda riprovazione o anche solo un vago rimprovero?

Come mai nessuna richiesta di individuare e punire in modo esemplare i responsabili?".

E’ il commento di Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo lo strascico polemico seguito ai fatti di Roma dove le Forze dell’Ordine sono state inviate ad effettuare lo sgombero di un centinaio di migranti accampati a Piazza Indipendenza, dopo che erano stati sgomberati dal vicino palazzo di via Curtatone e che avevano rifiutato una sistemazione alloggiativa alternativa.

"Contro gli agenti sono stati lanciati sassi, bottiglie e bombole di gas, tanto che si è reso necessario utilizzare gli idranti per sedare la rivolta neutralizzando il rischio di scoppi o incendi.

Ma poche ore dopo la rivolta i media si sono pretestualmente concentrati su una frase pronunciata nelle concitate fasi dello sgombero da un funzionario, il quale evidentemente si aspettava una reazione violenta da parte degli abusivi.

“Oggi - conclude Pianese - avremmo voluto piuttosto conoscere il numero delle persone arrestate per aver attentato alla vita dei poliziotti, e non sentire inutili chiacchiere montate ad arte a proposito di una frase carpita e usata strumentalmente al di fuori del contesto e senza avere la minima contezza né la minima percezione delle circostanze emergenziali in cui si stava operando.

Certi benpensanti a senso unico prima di sputare sentenze dovrebbero provare l’ebbrezza di restare per ore bersagliati dal lancio di oggetti di ogni genere, rischiando di diventare torce umane a causa di un innesco incendiario o di morire a seguito di un’esplosione, poi noi saremmo i primi disposti a certificare la serafica calma che normalmente usano quando giudicano il lavoro dei poliziotti, se davvero riuscissero ancora a conservarla a quel punto.

La verità è che ci indigna sentire certe farneticanti considerazioni, per un motivo semplice e lapalissiano: chi attacca i poliziotti e cerca di ucciderli non merita alcuna solidarietà, merita di andare in galera”.

Per cortesia e Copyrigth: Ufficio Stampa Co.I.S.P. Nazionale




Pagina aggiornata il: 27 agosto 2017