ATTUALITA'

 

 
Gay: basta la parola...
 
e la politica finisce nel caos!

di Federica Colonna

Preferirei essere negro piuttosto che gay, perché se sei negro non lo devi dire a tua madre! (Charles Pierce, giornalista e scrittore americano)

Definizione: sostantivo maschile. Omosessuale, è termine non connotato negativamente, e quindi preferito in alcuni contesti: incontro gay, letteratura gay. Laicità significa poter ridere di tutto.

E in un paese laico un partito che vuol essere liberale e democratico ha la responsabilità politica e il dovere morale di affrontare qualunque tema capace di incidere sulla vita del singolo cittadino. Anche, è banale, quello dell’omosessualità. Punto.

Invece intorno alla parola gay si muove tutto un teatrino politico più divertente di una commedia di Goldoni: appena si dice gay inizia il balletto dei distinguo. Basta un’opinione di buon senso, come quella espressa da Chiara Moroni, per la quale «ci vuole un matrimonio inteso come contratto civile», che subito s’innesca il meccanismo dei dipende e dei però, parte veloce la corsa al posizionamento rispetto al famigerato, fantomatico, gloriosissimo elettorato cattolico. Un brand più che un gruppo di elettori con una visione in comune. Da chi è composto, infatti? Dagli ex Dc? Dalle anime pie trasmigrate nel Pdl perché i comunisti mangiano i bambini? Dagli abitanti di Vico Equense stretti intorno alle reliquie del Santo Patrono? Non è dato saperlo, fatto sta che il termine gay polarizza gli schieramenti politici facendo confusione tra le coalizioni e procurando paresi facciali sui volti di integerrimi parlamentari.

È curioso, ma alcune parole assumono un ruolo chiave e diventano spartiacque, oggetto di diatribe ideologiche e, spesso, prive di un reale appiglio con la realtà. Questi termini, è il caso di gay, diventano cartine di tornasole della qualità di un’epoca. Ebbene, quella attuale è l’età in cui il buon senso è rivoluzionario. L’era dell’ovvietà rivoluzionaria. Eppure il termine “gay”, che nel gergo comune indica l’omosessuale maschio, ad esempio esistono un Arci gay ed un Arci Lesbica distinti, ha una lunga storia nel dibattito culturale e politico. La parola deriva dal provenzale gai col significato di allegro: ne è un esempio l’espressione gai saber, un’antica sfida poetica tra letterati dell’area culturale occitana.

Il termine entra poi, dopo qualche apparizione cinematografica, a far parte del linguaggio politico nel 1969, negli USA, con la nascita del movimento di liberazione sessuale.

Intorno all’espressione si sono avviluppati come in una matassa sensi diversi, tanto che, a un certo punto, è sembrato quasi che l’omosessuale potesse essere solo di sinistra, nostalgico dell’estetica anni Settanta e parruccone, meglio se fucsia.

Niente di più sbagliato, e ne è un esempio la lobby repubblicana per i diritti degli omosessuali, il Log Cabin, gruppo che esprime una logica semplice semplice: destra significa individuo, indipendentemente dai gusti sessuali che esprime. Insomma, niente a che vedere con la rincorsa al voto lasciato spiaggiato dalla balena bianca, niente a che vedere con un lessico tutto orientato all’offesa o, all’opposto, a un pathos da drammaturgia napoletana (avete presente "I’m only gay in the village" di "Little Britain"? ).

In fondo è solo un problema di frame: associare la parola gay a matrimonio, ad esempio, impone già una visione, richiama alla mente l’esperienza tradizionale delle famiglie, magari meridionali, magari con molti figli e una mamma angelo del focolare.

Chi conduce la battaglia civile per i diritti dei gay, che detta così sa tanto di Lipu e di protezione animali, dovrebbe inventarselo un lessico nuovo, descrivere, cioè, un’esperienza di vita diversa e vera, concreta, fatta di sentimenti, desideri, problemi, speranze. Magari dovrebbe persino mettersi a ridere, prendersi in giro e ripescare pure qualche battuta, come quella di Indro Montanelli: "Omosessuale. Persona alle cui spalle avviene sempre qualcosa".

E mettiamoci a ridere, che solo le risate ci rendono davvero liberi (e laici).

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Aggiornato il: 29 agosto 2010