ATTUALITA'

La violenza antifascista irrompe nelle nostre città!

A Piacenza un carabiniere viene massacrato a calci e pugni dagli antifascisti mentre era a terra, il Coisp denuncia: "I delinquenti non perdono occasione e alcuni partiti continuano a dar loro manforte, spaccando il paese e fregandosene dell’incolumità dei Poliziotti”.

di Claudio Dionisi

Condanniamo senza appello la violenza antifascista ed antagonista che ha caratterizzato molti dei cortei che si sono svolti in diverse parti d’Italia, tutti accomunati dalla ragione fasulla di voler manifestare un pensiero, non di rado spacciato per "pacifista", ma tutte quante con un solo comun denominatore: il disprezzo per le regole di convivenza civile e per l’incolumità dei cittadini e degli appartenenti alle Forze dell’Ordine, impegnati solo a svolgere il proprio dovere, quello senza il quale nessuno potrebbe andare in strada a fare alcun corteo.

Dopo le agghiaccianti immagini di Piacenza, dove i manifestanti antifascisti si sono presentati con sassi, bottiglie, spranghe, bastoni e scudi, dopo le botte inferte senza pietà al carabiniere caduto a terra mentre assieme ai troppo pochi colleghi si stava ritirando di fronte a una folla di criminali "pacifisti ed antifascisti" militarmente organizzati, ci impongono di gridare ancora più forte quella condanna, che non è stata espressa dalle Istituzioni, poiché tutto ciò a cui abbiamo assistito non è stato bollato in maniera netta e decisa come il comportamento criminale ed antidemocratico che in realtà è.

E mentre rimbomba l’assordante silenzio di una classe politica irresponsabile che, piuttosto, non esita a negare la tensione sociale causata da alcune opinabili scelte del Governo Renzi e del Governo Gentiloni, infischiandosene di far aumentare i rischi per i cittadini e per l'incolumità delle Forze dell'Ordine, pur di non agitare il quadro politico in vista delle prossime elezioni, aspettiamo con vera preoccupazione di vedere quali saranno le conseguenze giudiziarie per i veri delinquenti che domenica hanno tentato di uccidere il carabiniere a Piacenza.

"Vogliamo vedere quante manifestazioni e da chi saranno organizzate per dare solidarietà e sostegno alle Forze di Polizia."

Così sottolinea Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, il Sindacato Indipendente di Polizia, a proposito degli scontri avvenuti in diverse città in occasione delle manifestazioni antifasciste organizzate dopo i drammatici fatti di Macerata.

A Piacenza, in particolare, i manifestanti antifascisti, armati di bastoni, aste, bottiglie e sassi, quasi tutti vigliaccamente a volto coperto per non farsi identificare, hanno provato a forzare il cordone di sicurezza, lanciando anche oggetti di ogni genere contro le Forze dell’Ordine costrette a indietreggiare a causa della palese inferiorità numerica, al grido di:
"Via i fascisti e la polizia".

Nella guerriglia urbana, scatenata dai manifestanti, un carabiniere, in servizio di contenimento, è rimasto ferito, aggredito dagli antagonisti dopo essere rimasto isolato perché caduto, e selvaggiamente picchiato con uno scudo di plastica, con bastoni, con pugni e calci dagli antifascisti che lo avevano accerchiato.

"La nostra vera e profonda solidarietà – aggiunge Pianese – va ai colleghi vittime di un dovere che li inchioda al loro servizio e li obbliga a fronteggiare pericoli, tensioni, rischi gravissimi per la propria salute e, addirittura, per la loro stessa vita, che però potrebbero e dovrebbero essere limitati, se solo si trovasse il coraggio di avere la giusta severità contro la violenza e la delinquenza dei cosidetti Centri Sociali."

E invece continuiamo a dover sentire le solite chiacchiere di politici irresponsabili che non mancano un microfono o una telecamera quando si tratta di cercare di raggranellare qualche voto in più dopo tragedie come quelle di Macerata, dove un povero squilibrato si erge come giustiziere per risolvere una situazione lasciata imputridire dalle Istituzioni, ammiccando, complici, ai violenti che hanno in mente solo di fare danni, pur essendo consci che ciò contribuisce a erigere muri sociali che dividono la cittadinanza, e lasciano ai Poliziotti l'arduo compito di dirimere il conflitto, e poi non trovano uno straccio di parola di fronte a Servitori dello Stato selvaggiamente aggrediti da autori di reati gravissimi, che agiscono nell’assoluta certezza di poter contare sull’impunità e sulla connivenza di una certa politica.




Pagina aggiornata il: 13 febbraio 2018