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Nome latino: Pterophyllum scalare, nome comune: semplicemente Scalare; splendido, elegantissimo perciforme della famiglia dei Cichlidae; era originario del Sud America: bacino del
Rio delle Amazzoni, Brasile, Venezuela; ma ormai è diffusamente allevato, da professionisti e da normali appassionati acquariofili, ovunque nel mondo. |
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La sua riproduzione in acquario è relativamente facile, molto interessante, molto istruttiva ed alla portata di un volenteroso appassionato; per prima cosa occorre una vasca apposita, destinata
esclusivamente ad una coppia ben affiatata; è abbastanza difficile distinguere i sessi e conviene sempre lasciare che se ne formi una naturalmente nell'acquario di comunità all'interno di un branchetto di
otto o dieci giovani esemplari. |
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La vasca da destinare alla riproduzione deve essere sufficientemente grande, oltre duecento litri, e riempita con acqua molto tenera ed acida ( Temp. 28° / 30° C; Durezza 2° / 5° dGh; PH 6,5; ); è
consigliabile un trattamento preventivo con resine scambiatrici di ioni e dotare la vasca di un potente filtraggio con torba attiva e lana sintetica; l'arredamento ideale consiste in piante dalle foglie
grandi e robuste come le Anubias barteri o gli Echinodorus maior; serve inoltre un fondale dello spessore di almeno due centimetri e
composto da ghiaietto siliceo a grana fine; qualche legno di torbiera per completare il tutto. |
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Considerando che gli esiti della riproduzione dipendono molto dallo stato di salute dei riproduttori, una volta inserita la coppia prescelta è buona norma iniziare ad alimentarla in maniera sostanziosa:
artemia salina e chironomus vivi o surgelati e tubifex liofilizzati; in questo modo i due riproduttori arriveranno al momento della deposizione in piena salute ed al massimo delle loro forze, si avrà così
una grande produzione di uova da parte della femmina ed intense cure parentali che porteranno, in definitiva, ad un gran numero di nuovi nati. |  |
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Altro fattore determinante per la buona riuscita della riproduzione è l'assoluta serenità dei riproduttori che non dovrebbero mai essere disturbati durante le loro cure parentali; conviene quindi
sistemare la vasca da riproduzione in un luogo isolato e tranquillo ed oscurare i vetri in modo che non sia possibile infastidire la coppia con gli eventuali interventi di controllo e di manutenzione.
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La deposizione avviene generalmente su di una foglia e, quindi, il primo atto della coppia consiste nella ricerca e nella pulizia di un supporto adatto; non sempre il primo substrato risulta quello
definitivo: a volte la pulizia risulta talmente energica che la foglia si rompe oppure c'è altro motivo che non và e la coppia deve ricominciare le pulizie su di un altro sostegno. |
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In mancanza di una foglia che si riveli adatta la coppia può eventualmente decidere per un altro tipo di supporto, un legno o un vetro della vasca; purtroppo, a volte, vengono scelte per la deposizione
anche le ampolle dei termoriscaldatori e per questo motivo è meglio che il termoriscldatore sia intubato ed inserito nel circuito del filtro esterno e che a portata dei riproduttori ci sia sempre uno di
quei coni in terracotta appositamente studiati. |  |
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Terminata la pulizia la femmina estroflette l'ovopositore, un piccolo organo cilindrico che fuoriesce dal corpo appena dietro le pinne ventrali, e inizia a deporre le uova su delle fila verticali
muovendosi sul sostegno prescelto generalmente dal basso verso l'alto; il maschio, subito dopo, vi passa sopra con la sua papilla di fecondazione, leggermente più piccola rispetto all'ovodepositore
della femmina e di forma conica, e le feconda; le uova hanno l'aspetto di piccole sfere traslucide, di color giallo paglierino. |
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Dopo la deposizione, che dura in tutto qualche ora, entrambi i genitori si prendono cura delle uova smuovendo l'acqua con le pinne per ossigenare gli embrioni in
formazione e per evitare che le uova vengano coperte dai sedimenti in sospensione; se un uovo dovesse imbiancarsi, segno della morte dell'embrione, subito uno dei riproduttori lo toglie con la bocca per
evitare che contamini quelli adiacenti. |
La schiusa avviene dopo un giorno, un giorno e mezzo ed allora i riproduttori raccolgono uno per uno i piccoli con la bocca, li liberano dai residui dell'uovo e li riposizionano su di un'altra foglia;
gli avannotti riamangono attaccati al substrato prescelto mediante un disco adesivo che hanno sul capo. In questo periodo della loro vita gli avannotti sono molto differenti dagli adulti; hanno il corpo
allungato, a forma di virgola, con una testa grossa, occupata in gran parte dagli occhi, il ventre, da cui sporge ancora il sacco vitellino, ed una piccola codina, esile e quasi trasparente agitata
in maniera pressocchè continua. |  |
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Dopo un paio di giorni gli avannotti hanno riassorbito il sacco vitellino e nuotano liberamente; adesso i genitori li raccolgono in una buca scavata sul fondo; ora i piccoli possono essere
nutriti con naupli di artemia salina fatti schiudere apposta e somministrati con una siringa ed un tubo lungo e sottile ad essa collegato oppure con gli appositi mangimi liquidi. |
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