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DEL DISCUS
 
Nome latino Symphysodon aequifasciatus e Symphysodon discus, nome comune Discus, seguito dall'indicazione della varietà naturale o di allevamento: Discus Blu, Discus Verde. Questo splendido pesce, appartenente alla famiglia dei Cichlidae, per la bellezza della sua livrea, per la maestosità del nuoto e per la difficoltà dell'allevamento è giustamente considerato il re degli acquari di acqua dolce.

Proveniente originariamente dal bacino del Rio delle Amazzoni, è ormai allevato in acquario ovunque, sia nelle varietà naturali, Symphysodon aequifasciatus e Symphysodon discus, che in decine di varietà artificiali, frutto di incroci e selezioni portate avanti per decine di anni dagli appassionati di tutto il mondo.

Qui sotto si parlerà della riproduzione del Discus senza fare distinzione tra le due varietà originarie e le tantissime di allevamento in quanto più o meno tutte si equivalgono per la difficoltà dell'operazione; non sono neanche vere le generalizzazioni che si sentono in giro: ci sono tanti e tali fattori da prendere in considerazione che può benissimo succedere che non si riesca a far riprodurre una coppia di Discus Marroni, generalmente indicata come una specie facile, mentre invece una coppia di Discus di Heckel, considerati specie difficile da riprodurre, produca frequentemente numerosa progenie.

La riproduzione in acquario di questo splendido pesce è resa molto difficile ed impegnativa soprattutto da tre motivi fondamentali: particolarità delle condizioni ambientali delle zone di origine, indole degli esemplari, alimentazione degli avannotti; questi tre motivi sono talmente concatenati tra di loro che formano un circolo vizioso che tuttora non si è riusciti a spezzare e che relega il Discus nell'annovero dei pesci cosiddetti impossibili.

Originario dei corsi d'acqua della foresta pluviale dell'alta Amazzonia, è abituato ad un'acqua estremamente povera di sali minerali (Durezza 1° / 2° dGh ); contemporaneamente lo scorrere di questi torrenti o fiumiciattoli su di uno spesso strato di sedimenti vegetali, provocati dal disfacimento della foresta equatoriale, ne arricchisce le acque di acidi umici e di estratti vegetali, portandone l'acidità a livelli molto bassi (PH 5,5 / 6).

Il Discus è un pesce di indole estremamente timida e paurosa, infatti basta un nonnulla che accada, dentro o fuori della vasca, per spaventare la coppia ed indurrla a mangiare le uova o l'intera nidiata.

L'evoluzione ha dotato questi pesci di un sistema per nutrire la prole che è molto vicino a quello dei mammiferi; alcune ghiandole dell'epidermide, dopo la deposizione, cominciano a secernere un liquido vischioso simile al muco, altamente nutritivo, che viene istintivamente mangiato dagli avannotti; la differenza rispetto ai mammiferi consiste nel fatto che queste ghiandole sono presenti in tutte e due i sessi e che sono diffuse su tutta la superficie del corpo e non concentrate in posti precisi tipici del sesso femminile, le mammelle, come nei mammiferi.

Alla luce di quanto sopra riportato per la riproduzione occorre una disporre di una vasca grande, di almeno trecento litri, con le pareti oscurate e sistemata in un luogo molto tranquillo; questa vasca va riempita con acqua trattata con le resine scambiatrici di ioni fino ad eliminare del tutto la presenza dei sali minerali e filtrata attraverso la torba attiva sino a raggiungere i valori prescelti di durezza e di acidità; sono necessari anche un potente impianto di filtraggio con corpi ceramici e lana sintetica ed un termoriscaldatore meglio se intubato ed inserito nel circuito del filtro.

Sarebbe certamente meglio far formare spontaneamente una coppia in un piccolo branco di otto o dieci giovani esemplari ma molte volte, per ovvi motivi di costi e di spazio disponibile, ciò non è possibile; una volta inserita la coppia nell'apposita vasca la si inizia a nutrire in maniera sostanziosa con cibo vivo: artemie, tubifex e larve di zanzara; bisogna considerare che molte volte la buona riuscita di una riproduzione dipende dalle condizioni dei riproduttori.

La deposizione avviene su di un sostegno appositamente ripulito dalla coppia durante i preliminari all'accoppiamento quindi come arredamento si può inserire una o più piante con foglie grandi e robuste, con le radici inserite in un vasetto di coccio per non farle galleggiare liberamente ma è sicuramente meglio mettere un apposito cono in terracotta che di solito riscuote un grande successo.

Una volta che la femmina è pronta per deporre le uova la coppia completa la pulizia del substrato prescelto per deporvi e successivamente il maschio comincia il suo corteggiamento: evidenzia al massimo i suoi colori, allarga il più possibile le pinne ed inizia a tremare, poi si pone di traverso al nuoto della compagna cercando di condurla verso il posto prescelto, per le prime volte la femmina si ritrae e la coppia inizia di nuovo questa specie di danza finquando la femmina decide che è giunto il momento ed estrae l'ovopositore, un piccolo organo cilindrico che fuoriesce dal corpo appena dietro le pinne ventrali.

La femmina inizia ad deporre le uova, adesive, in lunghe file verticali spostandosi sul sostegno prescelto generalmente dal basso verso l'alto, ed è immediatamente seguita dal maschio che sfiora le uova appena deposte con la sua papilla di fecondazione, leggermente più piccola rispetto all'ovodepositore della femmina e di forma conica.

La femmina può deporre alcune centinaia di uova e quindi la deposizione può durare a lungo, anche perchè ogni tanto la coppia si prende una piccola pausa facendo un giro di controllo della zona.

Finita la deposizione la coppia inizia subito a sorvegliare le uova muovendo loro intorno l'acqua con le pinne pettorali per favorire al massimo l'ossigenazione dell'embrione in formazione e per evitare che vengano coperte dai sedimenti in sospensione, le uova che diventano bianche, sintomo della morte dell'embrione, sono immediatamente prelevate da uno dei due riproduttori per evitare che possano far ammuffire le uova circostanti.

Con una temperatura attorno ai 28° / 30° C, la cura delle uova prosegue per circa cinquanta ore, durante le quali i genitori, spesso ma non sempre, smettono di alimentarsi per non distrarsi dall'arduo compito.

Giunti a maturazione i piccoli pesci cominciano a dimenarsi per rompere il guscio dell'uovo, prontamente uno dei due riproduttori lo prende in bocca, lo libera dai residui del guscio e lo risputa su di un altro supporto preventivamente ripulito, anche quelli che cadono sul fondo vengono prontamente raccolti dai genitori; gli avannotti alla nascita sono piccolissimi e muniti di un disco adesivo sul capo che gli permette di rimanere attaccati al nuovo substrato.

Dopo due o tre giorni gli avannotti hanno completamente riassorbito il sacco vitellino e nuotano liberamente sempre tenuti sotto stretta sorveglianza dai genitori; l'istinto li porta a nuotare lungo i fianchi dei genitori dove trovano nutrimento e protezione.

Per un primo periodo i piccoli si nutrono esclusivamente del muco secreto dalla pelle dei genitori poi, dopo qualche settimana, possono essere svezzati con infusori o con naupli di artemia salina fatti schiudere apposta.

Inizialmente i piccoli avannotti presentano la classica forma a fuso, tipica dei pesci normali, dopo un periodo di circa tre mesi cominciano ad assumere la forma discoidale dei loro genitori; quando hanno raggiunto un diametro di circa un centimetro possono essere tolti dalle cure dei genitori ed allevati in una vasca apposita.

 
Indice dei pesci
 
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Aggiornato il: 03 maggio 2011