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PESCI DI ACQUA DOLCE

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Nome latino | | Apistogramma ramirezi o Microgeophagus r. |
| Nome comune | | Ciclide gioiello |
| Dimensioni | | Massima 7 cm. |
| Valori dell' acqua | | Temp. 26° / 30° C; Durezza 5° / 10° dGh; PH 6 / 6,5; |
| Abitudini e compatibilità |     |
Piccolo, coloratissimo pesce appartenente alla famiglia dei Cichlidae, originario del Sud America: Venezuela, Brasile, Bolivia; per la sua bellezza è ormai allevato per l'acquariologia in tutto il mondo. Corpo ovoidale, tozzo, appiattito
sui fianchi; testa appuntita con bocca piccola e labbra carnose; peduncolo caudale ben distinto; pinne sviluppate, specialmente la dorsale. La livrea estremamente colorata gli è valso il nome comune di pesce gioiello; corpo blu o turchese, dai
riflessi iridescenti, metallici; squame orlate di rosso o arancione; testa colorata in rosso o arancione con estese verminature turchese; una riga verticale nera attraversa la testa sopra l'occhio che è bordato di rosso; sul corpo sei bande verticali nere che con
la crescita si riducono a due o tre alla base della pinna dorsale, la prima sale su i primi raggi della dorsale; pinne rosse o arancione puntinate di turchese, la dorsale bordata di rosso fiammante. Relativamente pacifico è compatibile con tutti i
pesci altrettanto pacifici e di piccole dimensioni; richiede una vasca di medie dimensioni con molti nascondigli e molte piante; assai pacifico con i pesci di altre razze ma territoriale con i suoi simili, i maschi possono litigare tra di loro per la conquista
delle femmine. Poco esigente per quanto riguarda l'alimentazione; è onnivoro ed accetta tutti i tipi di mangime preparati per l'acquario: liofilizzato, surgelato, secco in scaglie o microgranuli. E' più sensibile ai valori indicati
dell'acqua che deve essere anche ben filtrata ed ossigenata, priva di nitrati e fosfati; sono, pertanto, consigliabili abbondanti cambi parziali con sifonature del fondo. Con grande pazienza è possibile anche la riproduzione in acquario, il maschio si
distingue per il fatto di avere i primi raggi della pinna dorsale staccati gli uni dagli altri e molto più lunghi dei successivi, a formare quasi una specie di stendardo; è sempre meglio far formare una coppia in un gruppo di cinque o sei giovani individui.
La deposizione avviene dopo un lungo ed intenso corteggiamento da parte del maschio che sfoggia in questa occasione tutti i suoi splendidi colori; le uova vengono attaccate al tetto di cavità come noci di cocco o vasetti in ceramica. E'
la femmina che si occupa prima delle uova e poi, avvenuta la schiusa dopo circa due giorni, degli avannotti; i piccoli, una volta riassorbito il sacco vitellino, possono essere nutriti con naupli di artemia salina fatti schiudere apposta.
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