MINI REEF
Come è possibile ricreare nella propria abitazione un minuscolo frammento delle grandi barriere coralline.
Doverosa premessa
Navigando su Internet e frequentando i vari forum sull'argomento si incontrano, troppo spesso purtroppo, delle posizioni "talebane" più adatte ad una religione monoteista che ad un passatempo che dovrebbe essere fonte di allegria e spensieratezza. Di seguito non verrà rivelato "l'unico verbo" ma spiegato semplicemente uno dei tanti modi possibili per avvicinarsi ad un piccolo acquario di barriera tropicale; un modo che permette di ottenere risultati più che dignitosi a chiunque, poi ognuno è libero di impreziosire il suo acquario con soluzioni più sofisticate.
La vasca
Per la realizzazione di questa ambientazione serve, per prima cosa, una vasca relativamente piccola, di circa 50 lt, senza filtro laterale ma, preferibilmente, dotata di un coperchio, in quanto non c'è nulla di più demoralizzante che vedere un acquario di barriera completamente sommerso da colature e croste saline derivanti dagli spruzzi di acqua che fuoriescono da un acquario aperto oppure ritrovare la mattina uno dei nostri ospiti morto e disseccato nei pressi del nostro acquario in quanto saltato fuori dalla vasca durante la notte.
Attrezzatura tecnica necessaria
Gli altri accessori necessari per iniziare ad allevare piccoli invertebrati sono un filtro sottosabbia, azionato da una pompa centrifuga di portata pari o superiore a tre volte il volume della vasca, un termoriscaldatore, possibilmente protetto da eventuali contatti con gli ospiti dell'acquario, ed un impianto di illuminazione che può essere dotato di una sola lampada, se si intende ospitare organismi non ermatipici, oppure di più lampade con uno spettro di emissione adeguato alle esigenze degli invertebrati che instaurano una simbiosi con le alghe Zooxantelle.
Attrezzatura tecnica utile ma non necessaria
Accessori tecnici utili, ma non estremamente necessari per il funzionamento del nostro Mini Reef, sono:
- un filtro meccanico interno, sia a spugna sintetica sia a schiumazione, da inserire a patto di avere la costanza di pulirlo quotidianamente oppure un filtro esterno, pressurizzato a cartucce oppure aperto a tracimazione, ove inserire i vari materiali filtranti o absorbenti: carbone attivo, resine, ecc.
- a volte si può dimostrare utile una seconda pompa di movimento posta ad un livello differente dalla prima e dotata di getto intermittente ed oscillante.
Qualora si utilizzasse anche un filtro esterno sarebbe meglio che il termoriscaldatore fosse del tipo intubato ed inserito nel flusso del filtro, in modo da evitare spiacevoli contatti con gli ospiti dell'acquario ed omogeneizzare meglio la temperatura della vasca.
Per un Mini Reef non è consigliabile utilizzare un aereatore in quanto provocherebbe troppi spruzzi difficilmente gestibili in poco spazio; il necessario scambio gassoso è affidato al solo movimento dell'acqua in superficie provocato dalla pompa del filtro sottosabbia e da quelle degli eventuale ulteriori sistemi di filtraggio o di movimentazione dell'acqua.
Allestimento
Si comincia l'allestimento dell'acquario disponendo sul fondo della vasca il filtro sottosabbia, sistemandone la pompa ed il tubo di uscita nello spigolo posteriore meno visibile dell'acquario, il getto di uscita della pompa deve stare appena sotto il livello dell'acqua e posizionato diagonalmente alla vasca, in modo da smuovere l'intera superfice; accanto vi si sistema il termoriscaldatore, se interno, ed il tubo di uscita dell'eventuale filtro esterno; nello spigolo posteriore opposto si sistema la griglia di aspirazione del filtro esterno; questa disposizione favorisce la formazione sia di una corrente a spirale discendente all'interno della vasca che migliora il ricambio e la filtrazione dell'acqua sia di un effetto di laminazione in superfice che permette un adeguato scambio gassoso.
Sul filtro sottosabbia si adagia uno strato di sabbia corallina vergine, sterilizzato e lavato, di media granulometria, disposto più in alto nella parte posteriore della vasca e meno nella parte anteriore centrale, in maniera da formare una specie di anfiteatro; si dispongono poi le roccie calcaree sterili che formeranno l'ossatura della futura ambientazione.
Riempimento
Finita la disposizione del fondo si può finalmente riempire la vasca con l'acqua; nella maggior parte delle situazioni, per questo tipo di ambientazione, si può utilizzare la normale acqua di rubinetto, senza alcun trattamento di addolcimento, ricca di prezioni sali minerali come calcio e magnesio, solo in rari casi l'acqua potabile non è di ottima qualità ed allora è necessario utilizzare per il riempimento dell'acquario acqua demineralizzata acquistata nei negozi di acquariologia.
E' assolutamente sconsigliato utilizzare l'acqua demineralizzata per stirare, che si può trovare in vendita nei supermercati, in quanto presenta notevoli quantità di sostanze nocive agli invertebrati marini oppure utilizzare l'acqua deionizzata con le resine scambiatrici di ioni adatte per gli acquari di acqua dolce amazzonica che, la maggior parte delle volte, tolgono i sali utili, calcio e magnesio, mentre non intaccano che in minima parte la presenza di inquinanti.
Altrettanto sconsigliabile è l'utilizzo di acqua marina naturale reperita sulle nostre coste: ben difficilmente avrebbe quella purezza richiesta dagli invertebrati tropicali.
Soluzione salina
Inizialmente si riempie la vasca sino a circa 5 centimetri dal bordo, tanto da coprire tutti gli accessori tecnici, poi si possono mettere in funzione gli accessori, filtro sottosabbia, filtro esterno, termoriscaldatore, impianto di illuminazione, controllandone il perfetto funzionamento per una mezz'ora circa.
Passato il primo periodo di rodaggio e di controllo, se tutto funziona alla perfezione, si può cominciare ad aggiungere il sale marino sintetico, poco alla volta, controllando mano mano la concentrazione con un riflettometro o, più semplicemente, con un densimetro ad immersione.
E' di vitale importanza utilizzare un sale marino sintetico di ottima qualità, possibilmente arricchito con oligoelementi e bioelementi; la qualità del sale ripagherà cento volte il suo prezzo e permetterà la realizzazione di un minireeef veramente entusiasmante.
Filtro esterno pressurizzato o a tracimazione
Se in fase di acquisto si è optato per l'installazione di un filtro esterno, pressurizzato a cartucce oppure aperto a tracimazione, quest'ultimo modello comunemente chiamato Sump, durante la prima installazione, dopo aver controllato il corretto funzionamento di tutte le sue parti, si inseriranno, negli appositi scomparti, solamente i corpi ceramici, comunemente chiamati "cannolicchi" e la spugna meccanica, per non influenzare la corretta formazione della soluzione salina.
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